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“prestO” – come funzionano i voucher in agricoltura

I nuovi voucher

La legge n. 96/2017 (di conversione della Manovre correttiva 2017) ha introdotto due diversi strumenti a disposizione dei committenti:

– il Libretto Famiglia, per i soggetti non professionali;

– il Contratto di prestazione occasionale (PrestO) per le piccole imprese e i professionisti

prestO

Come funziona il nuovo voucher (cosiddetto contratto di prestazione occasionale o “prestO”)?

1) Ai fini dell’attivazione del contratto di prestazione occasionale “PrestO”, l’utilizzatore (cioe’ l’azienda agricola) deve provvedere ai versamenti delle somme utilizzabili per compensare le prestazioni, con il modello F24.                    2) Ogni lavoratore deve essere pagato per almeno 4 ore quindi come minimo costa 48 euro al giorno. Ogni ora equivale a  12 euro. Di questi 12 euro al lavoratore spettano 9 euro l’ora mentre la differenza consiste in contributi INPS e INAIL.

3) L’azienda deve essere dotata di PIN INPS e anche il prestatore…(rivolgersi all’INPS piu’ vicina o procedere con una richiesta online)

4) Il prestatore deve autocertificare sulla piattaforma INPS  la non iscrizione nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

E’ vietato da parte delle imprese del settore agricolo attivare il contratto di prestazione occasionale con i braccianti agricoli

Il prestatore può essere:

•Titolare di pensione di vecchiaia o d’invalidità;

•Giovane con meno di venticinque anni di età. Se regolarmente iscritto a un ciclo di studi presso un Istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado. Ovvero, a un ciclo di studi presso l’Università;

•Disoccupato che abbia reso la DID;

•Percettore di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.voucher agricoltura

Modalità di fruizione

Almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione l’utilizzatore deve comunicare la data di inizio e il monte orario complessivo presunto con riferimento ad un arco temporale non superiore a 10 giorni.

All’erogazione del compenso provvede direttamente l’INPS, entro il 15 del mese successivo alla prestazione, mediante accredito sul conto corrente bancario risultante nell’anagrafica del lavoratore ovvero, in mancanza del conto corrente bancario, con bonifico bancario domiciliato pagabile presso gli Uffici postali (con un onere di 2,60 euro oneri a carico del prestatore, che viene detratto dall’INPS dall’importo del compenso da erogare).

Esempio: Per 1 prestatore che viene a lavorare per 3 giorni consecutivi e ogni giorno lavora per al massino 4 ore, l’azienda deve versare con modello F24 euro 144,00. Poi, accedendo al portale INPS, potrà comunicare l’inizio e il monte ore del lavoratore. Entro giorno 15 del mese successivo a quello in cui si è conclusa la prestazione, al lavoratore sarà accreditato euro 108,00. SIA L’AZIENDA CHE IL LAVORATORE DEVONO  ESSERE IN POSSESSO DEL CODICE PIN INPS  . Si ribadisce infatti che il lavoratore dovrà con autocertificazione dichiarare sul portale INPS di non essere bracciante agricolo………………….

 

2019-09-03T16:06:13+01:0003 Settembre 2019|Personale dipendente|